Annunci, volgarità e anticorpi

Credo molto negli annunci. Nonostante in Italia siano del tutto sostitutivi delle realizzazioni, delle progettazioni, dei risultati.

Penso che le persone perbene annuncino soltanto ciò che li accompagnerà, tormenterà, talora, fino al suo compimento e oltre, nel momento della manutenzione.

prossime nozze, si annuncia un arrivo e una volta c'era addirittura la figura televisiva delle annunciatrici.

Certo si può aprire un capitolo sul perché fossero donne, "Le signorine buonasera" ma non perdiamoci, altrimenti dovremmo anche affrontare la volgarità della nostra epoca. Che poi la differenza tra volgarità e altro è dato dai sentimenti perché penso che nessun pensiero, discorso, scelta, rapporto, basato sui sentimenti sia mai stato volgare. E viceversa qualunque che ne è privato lo è. C'entra col Bene Comune? Ormai siamo abituati in questo appuntamento settimanale con voi a notare che tutto c'entra col Bene Comune. Ma a maggior ragione temi come la volgarità, o gli annunci.

Abbiamo detto che perché non vi sia volgarità servono i buoni sentimenti e viceversa l'assenza di buoni sentimenti è già indice di volgarità. Così come abbiamo detto che gli annunci fini a se stessi sono dannosi perché rovinano l'immagine agli annunci che sono invece una delle cose più dolci che possano sentire le nostre orecchie. E ognuno di noi penso ne abbia avuto prova. C'è stato anche il tempo dell'annuncio dei decreti che condizionavano i nostri movimenti. Tanto per riavere un lieve assaggio di cosa sia stata la libertà di questi giorni di tornare a sfiorare i piaceri di vivere in pubblico, quelle cose che desideravamo intensamente uno e due anni fa, e che desidereremo per sempre. Purtroppo i luoghi culturali restano ancora quelli più normati. Va detto. Evidentemente è"l'influenza" che si esercita in quei luoghi ... Quelli dove si creano appunto da sempre "anticorpi".


Benedetta Cosmi




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