La mediocrità non è mai il bene comune

Aggiornamento: 21 feb


di Benedetta Cosmi


Parola chiave proposta a #Cernobbio nel settembre 2011 era: velocità. "Lasciar correre, con corsi differenziati, chi negli studi va più veloce".


Lo ripropongo alla luce di dieci anni e passa, e un numero di ministri "veloci". Nel senso "di passaggio".


Era posta bene la questione allora?

Dava spazio a divisioni?


E poi, quelli veloci si sono visti?


Io appartengo a quelli che l'università ha definito laureati d'eccellenza, ma soprattutto ho conseguito la laurea specialistica in anticipo. Tanto in anticipo secondo il "sistema" che non ho potuto fare la tesi all'estero perché il bando prevedeva l'accesso a chi in realtà si sarebbe laureato con sei mesi di ritardo.

Figuriamoci.


Questo vuol dire che c'era bisogno di velocità.


Che non significa lasciare indietro gli altri.


Il bene comune e l'eccellenza vanno di pari passo? Sicuramente la mediocrità non lo è mai.






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