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Nessuno tocchi Milano

Aggiornamento: 5 mag

'Milano è cara', sta producendo l'effetto indesiderato, sembra che si senta legittimato ad aggiornare i prezzi chiunque: gioca da legittimazione ad alzarli. La narrazione, e l'opposizione e l'amministrazione, debolissime, persino il tema green o il ripensamento del modello 'ufficio' -(ieri vedendo il film del milanese imbruttito saltava all'occhio. Involontariamente persino, fotografa bene la crisi di ruolo, il successo del Fuorisalone, il quale essenzialmente era sempre stato networking puro - ecco perchè attenzione a ridurlo a file come un sabato gratis al museo per intenderci - più di chi sta a guardare. Nel film c'è addirittura «il Fuoripastore». Il signore del fatturare perde il cliente per quattro bottiglie di plastica in ufficio e gli crolla tutto addosso).


Le lamentele fine a se stesse non le sono mai appartenute a una città come Milano di cui oggi sentiamo più bisogno, non meno, e che ricambiamo con più amore per hè ne ha più bisogno.

Si focalizzino i punti e si risolvano. Il tema lavoro, gli stipendi, il "fatturare" sul ben fatto, restano centrali. Ci sono interi palazzi di uffici dismessi in centro senza dover andare lontano, gallerie a due passi dalla Galleria, che potrebbero vivere molto di più. È un colpo al cuore ogni giorno leggerla abbandonata a un racconto che quasi come una profezia che si autoavvera non la riconosciamo.

Ma anche girando non la riconosciamo.

Il biglietto a 2 euro e 20 aumentato in un decennio tre volte e di cui 2 dallo stesso sindaco, è un piccolo esempio per alcuni gravoso. È tornato al cinema Nanni Moretti. Mi ricorda il "dì qualcosa di sinistra", e in questo le alleanze milanesi sono troppo isolate dal resto del Paese.

Inoltre nel 2009 del biglietto a un euro in contrapposizione a una Roma che lo aveva aumentato, era la Lombardia non Milano il "brand".

Forse deve tornare così, per il bene di tutti, la squadra della Lombardia. Colpe della regione oltre che meriti e colpe dei sindaci sicuramente.

Allora come nel 2015 « NESSUNO TOCCHI MILANO».

La Stazione Centrale è un simbolo di una città efficiente, la città del lavoro. Io fino ad oggi mi sono sentita al sicuro in metro e uscendo. E questo voglio per il futuro: il lavoro è l'unica soluzione per la Milano che amiamo e conosciamo.


di Benedetta Cosmi

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