• Tonino Esposito

Non è mai troppo tardi!



Non è mai troppo tardi per mettersi in gioco, litigare con potentissime multinazionali e provare a cambiare il mondo…

Anche a 80 anni.

Come ha fatto Wendy Bowman, una combattiva signora australiana di 86 anni, che gestisce la fattoria di famiglia da sola, dopo la morte del marito.

Ma nel 1988 succede qualcosa di brutto, a lei e a tutti gli agricoltori e allevatori nei paraggi. Quando soffia il vento, una polvere nera e pesante si deposita ovunque, sui prati, le colture, i davanzali, non si riesce nemmeno a respirare. Gli abitanti della zona possono solo chiudersi in casa e tappare porte e finestre.

Il bestiame muore, i raccolti sono scarsi, la fattoria è spacciata. Cosa sta succedendo?

Una miniera di carbone a cielo aperto nelle vicinanze inquina l’acqua che irriga i campi, la polvere di carbone e altri metalli pesanti si posa sull’erba che mangiano le mucche e gli altri animali. Per non parlare dei rischi per la salute di chi abita lì.

Wendy cerca di resistere, ma capisce che non è possibile: è costretta ad andare via, ma deve prima vendere la fattoria, e non è facile in quelle condizioni.

Ci vorrà una battaglia legale di 4 anni per ottenere che i proprietari della miniera che hanno distrutto la sua fattoria le diano il giusto indennizzo.

A questo punto Wendy può andare via. Ricomincia daccapo: nuova fattoria, nuovi terreni, nuovi raccolti.

Ma nel 2005 deve trasferirsi di nuovo: un’altra miniera di carbone ha ottenuto una licenza dallo Stato per scavare proprio lì, sotto la sua nuova fattoria, e quindi i suoi terreni vanno espropriati. Wendy ha solo 6 settimane di tempo per organizzarsi e andarsene di nuovo.

A 71 anni Wendy ricomincia daccapo: nuova fattoria, nuovi terreni, nuovi raccolti.

Ma non è ancora finita.


Siamo nel 2010 e la storia si ripete per l’ennesima volta. La nuova fattoria di Wendy è di nuovo minacciata da un’altra multinazionale del carbone che vuole espandere una miniera già esistente, fino a farla arrivare proprio sui terreni di Wendy e di altri agricoltori.

Stavolta Wendy non ci sta: è assolutamente determinata a restare. Così lancia un movimento di protesta e avvia azioni legali, ma le cose vanno per le lunghe. Nel 2015, la maggior parte degli abitanti della zona ormai scoraggiati svendono le loro proprietà e se ne vanno lontano. Wendy, una “ragazza” di 81 anni, è una degli ultimi rimasti, e non ha nessuna intenzione di andarsene un’altra volta. Ormai è una paladina dei movimenti ambientalisti, riesce ad attirare l’attenzione dei media sul problema dello strapotere delle multinazionali e dell’inerzia del governo australiano.

Alla fine troverà un giudice che le dà ragione: l’espansione mineraria della multinazionale potrà procedere solo a condizione che Wendy venderà loro i suoi terreni.

Ma ovviamente Wendy non ci pensa minimamente a vendere!


E la storia continua ancora oggi: Wendy ha 86 anni, nel 2017 ha vinto il prestigioso premio Goldman per l’ambiente, e la multinazionale continua a offrirle milioni, ma lei determinata e tenace rimane lì, al suo posto non solo per difendere i suoi terreni, ma soprattutto i diritti delle persone che ci abitano.


Non è mai troppo tardi per cambiare il mondo! O almeno per bloccare una miniera di carbone!



A cura della Farfalla della Gentilezza




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