Quel Bene Comune che è l'integrità

Aggiornamento: 25 set

L'integrità, il valore del singolo per l'agire sociale, su questo si basa buona parte del nostro Bene Comune, fatto di etica, organizzazioni, partecipazione e senso di appartenenza.

Ma attenzione, il senso d'appartenenza, l'organizzazione , sono anche nell'agire mafioso.

E nel bene ci sono tante cose fatte male.

Insomma, si può fare male, tanto male, in modo impeccabile. E si può fare male la propria parte anche non facendolo direttamente il male. Si può amare tantissimo e non far sentire amati, ma non è una condizione scritta inevitabile, ce ne possiamo rendere conto. Le nostre città hanno il disagio, declinato in disagio giovanile e devianze, privazioni, dispersione, distorsione, violenze, indifferenza. E c'è anche il disagio degli amori lasciati a metà. Le passioni fanno nascere grandi imprese, il genio, insieme allo studio, alla perseveranza, alla dedizione. Ma quando non diventano quello che sono chiamati a diventare, cosa resta di un successo senza passione, senza studio, di un colpo di fortuna senza dedizione, di un paese senza spazio, di una società in cui non si incontrano mai quelli che vivono di notte e quelli che la temono, quelli che escono dal mondo del lavoro e quelli che non sono riusciti ancora ad entrarci, in uffici che tutti cercano di rendere accattivanti, sorta di centri commerciali, se no nessuno ci ritorna. Mentre il punto è che è rimasta al loro interno una fetta davvero piccola di persone , di una fascia d'età che va dai cinquant'anni, cioè prima di arrivare al comando oggi, ai Sessantadue, età in cui le aziende che possono spingono per gli scivoli.

Insomma gli assunti di oggi sono loro. In azienda c'è solo questa fascia d'età che una recente indagine sulla felicità mette nel range dei meno felici.

Poi risale. Oggi è più facile incontrare una persona che sta andando in pensione che una che sta iniziando un lavoro. È normale? Da noi sì, ma insostenibile.

C'è chi va a letto troppo presto e chi un letto non ce l'ha. Usando una triste metafora dei marciapiedi delle nostre città.

C'è chi va a letto troppo tardi per accorgersi che la metro a Milano chiude troppo presto. Tutti gli altri notano che la guerra alle vetture, senza continuità degli altri mezzi, non è un problema solo per chi vive nei bei quartieri delle grandi città. Per gli altri basteranno le bici, i monopattini, lo sharing elettrico che nemmeno c'è nelle piccole città. Poi piccole, noi abbiamo comuni che hanno bassa densità abitativa su territori fatti di contrade infinite, km di superficie che fanno tre Milano, e che mi chiedo chi collegherà?

L'integrità della politica è messa in discussione anche dal fatto che questi temi nessuno ha dovuto affrontarli: semplicemente non ci sono andati, ma domenica ci sarà il loro nome, vincente, sulla lista elettorale.


Benedetta Cosmi





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