• benedettacosmi

Una comunità educante ci vuole


Il Liceo Classico Giulio Cesare ha visto diverse mattinate i suoi studenti seduti difronte la scuola in un piccolo giardino che si presta perfettamente a sedere in cerchio, a terra, al freddo, col proprio SmartPhone a seguire la lezione davanti i cancelli chiusi e le luci spente del palazzo dove studiò anche Antonello Venditti, nella "Terza E". C'è una canzone che mi ritorna in mente. E il pensiero poi va a quella ancora più famosa, Compagno di scuola. Mi chiedo cosa avrei fatto io, alla loro età. Io che vedevo Beverly Hills e Bayside School (perché a me la scuola già mancava) con un bellissimo Zac Morris alle prese con la radio universitaria e la sua Kelly, un corridoio con gli armadietti, il bar, il ballo della scuola, il preside, le musicassette su cui gli registravano messaggi subliminali. Adesso siamo tutti ricchi di serie TV. Ho seguito Good Girls Revolt, Emely in Paris, adesso Borges Il potere. Abbiamo avuto tempo per i podcast e gli audiolibri. Abbiamo visto in tanti contemporaneamente ognuno dal proprio divano, noi dal letto, L'Isola delle rose. Abbiamo partecipato e organizzato tante dirette Instagram, Zoom, Google meet, e accesso ad altre similar app e piattaforme e sarebbe interessante citarle. Per lavoro ho avviato sulla mia preferita, StreamYeard, vari incontri, confronti. Ho partecipato a tantissime riunioni in un inedito zapping. In una di queste, l'altroieri, in un intervento mi è uscito questo, che potrebbe essere un titolo dei nostri anni: "La DAD sotto inchiesta", "Scuola sottoinchiesta". Ma non perché la distanza vs il mondo fisico. Ma per la domanda di fondo, la stessa di Calogero. Cos'è la scuola? Nella Dad si fa sport, teatro, l'ora di supplenza, la ricreazione, religione, l'elezione del rappresentante di classe, l'ordine del giorno della I assemblea: "Rapporto docenti - studenti". La gita di istruzione, il giornale scolastico, e tutte quelle attività pomeridiane che non facevano media. Sicuramente associazioni come The Bright Side aiutano a ricordarsi che la scuola è "società". Anche gli insegnanti hanno molto bisogno di non essere lasciati soli davanti la sfida, "una comunità educante ci vuole".

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