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Claudia Parzani

Carissimi lettori positivi,

il giorno 29 novembre 2022 ho avuto l’onore di assistere, presso il Forum della Meritocrazia, alla VI edizione del Premio “Valeria Solesin” in memoria dalla giovane ricercatrice che nel 2015 fu vittima del tragico attentato al teatro Bataclan di Parigi.



I 10 premi, finanziati da enti e aziende estremamente note erano perseguibili da tutti coloro che avessero discusso una tesi magistrale sul “talento femminile come fattore determinante per lo sviluppo dell’economia, dell’etica e della meritocrazia nel nostro Paese”.

Ed è proprio rispetto a questo tema che ho trovato emblematico, oltre che straordinariamente appropriato e positivo, l’intervento di Claudia Parzani. Una donna, professionista e madre eccelsa difficilmente descrivibile in poche righe ma che ha perseguito durante la sua vita diversi incarichi di governance di grande prestigio, tra cui è opportuno citare: presidente di Allianz Italia, senior partner e managing dello studio legale Linklaters, vicepresidente di Sole 24 ore S.p.A e dal 27 aprile 2022 presidente della Borsa italiana.

Durante la strada di ritorno verso casa ho ripercorso mentalmente ogni tappa di quell’incontro e mi sono resa conto che, nonostante ne avessi naturalmente apprezzato ogni singolo istante, la mia attenzione era stata completamente catturata dall’intervento di Claudia. Ed è proprio in quel momento che ho realizzato che le sue parole avevano avuto questo impatto su di me già qualche anno prima, più precisamente nel 2018 quando era stata ospite di TedxPolitecnincodiMilanoU riguardo al tema: “Periferie: femminile plurale”.

Un breve ma intenso talk show di quindici minuti circa che mi ha permesso di comprendere che la sua partecipazione a quell’evento era stata così indelebile in quanto non era solo fisica ma anche estremamente affettiva. I 10 studenti premiati erano la prova tangibile che si può cambiare il nostro assetto culturale e mentale affinché le donne possano uscire dalle “periferie professionali” per addentrarsi nel centro a cui potrebbero conferire un enorme valore che purtroppo ora è carente a causa di stereotipi da abbattere.

E dopo esser stata già completamente ammaliata da questa donna mi sono ulteriormente imbattuta in un’intervista di Vanity Fair Italia dove Claudia colloca la sua prima chiave di successo nel periodo a lei più caro: quando era una bambina che imparava a suddividere i propri risparmi per perseguire piccoli e semplici sogni come andare alle giostre. Nel corso degli anni la sua vita è stata positivamente stravolta in ogni suo ambito ma nel profondo, per affermare completamente la sua libertà e la sua felicità, persegue ancora un sogno molto semplice: comprare una casa nel cuore della magica Sicilia dove trascorrere del tempo di qualità con le persone a lei più care.

Sono sicura che un profilo di questo livello possa essere una grande fonte di ispirazione per creare un futuro migliore alla cui base devono esistere però sempre pari opportunità per tutti


A cura di Ecaterina Timis, Tirocinante Insubria.



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