• Roberto Lovattini

Gli ospiti del Vittorio E.(PC) si raccontano agli amici della classe 3^primaria di Civitanova Marche

Leggere le lettere scritte di proprio pugno dagli anziani ospiti del Vittorio Emanuele e vedere le loro foto, mentre seri e impegnati scrivono, è una cosa emozionante e mi ricorda la trasmissione che negli anni sessanta conduceva il maestro Alberto Manzi,”Non è mai troppo tardi”. Ovviamente sono due cose diverse, ma come allora ci fu uno sforzo per far acquisire la strumentalità di base a tanti anziani ( e furono tanti, si parla di un milione e mezzo) che presero la licenza elementare, oggi ci dovrebbe essere un impegno forte per sostenere la vita relazionale e sociale degli anziani. Si deve sfatare il luogo comune duro a morire che, passata una certa età, le persone non abbiano più bisogno di relazioni significative e appaganti. Inoltre le relazioni intergenerazionali, cioè tra persone di età così diverse, costringono bambini e anziani ad interrogarsi, a scoprirsi, a conoscersi e a riconoscere il positivo che c’è in ogni età e in ogni essere umano.


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