Guerra e Pace

Leggiamo insieme cosa ha scritto il Papa, ieri in un tweet: "La vita ha senso nel soccorrere un altro nel suo dolore, nel comprendere l’angoscia altrui, nel dare sollievo agli altri". Quando si agisce per il bene comune: ha senso la vita nel prevenirlo, quel dolore, perché altrimenti vuol dire che siamo arrivati, sì, ma tardi! e prima dove eravamo?


Pensate a un eroe, che potesse avere come super potere quello di prevenire: le cose, le sciagure, gli incidenti, gli errori, le tragedie, il male, il dolore.


Se avesse prevenuto, la maggior parte delle persone neppure si sarebbero rese conto a cosa sarebbero andate incontro.

E alla fine neppure lo avrebbero percepito come eroe. Non si può attribuire, infatti, un superpotere se non accade niente. Non si riconosce il rischio scampato se non lo si è corso un po'.


Chi fa la pace, se non c'è la guerra, non entra nei libri di Storia.


Chi fa la guerra, pure se la pace non arrivasse mai, entra di diritto nella Storia.


Insomma, il dolore si può prevenire? Sì ma non fa audience, like, seguito elettorale, anzi, non c'è proprio un fatto da seguire a questo punto.


È un costrutto di società, il nostro, in cui il dolore si può sopportare, anzi serve la franchigia per intervenire.













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