Incentivare lo smartworking nel pubblico e nel privato per il ‘Distretto Trentino intelligente’

Aggiornamento: 15 set 2021

Nell’acceso dibattito pubblico generato dalla presa di posizione del Ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta, intenzionato ad imporre di nuovo il lavoro in presenza limitando al 15% del personale di ogni amministrazione lo SmartWorking sono emersi casi evoluti di utilizzo di questa modalità.

Oltre al caso dell’INPS che ha accresciuto la produttività del 13%, la novità positiva più rilevante arriva dalla Provincia Autonoma di Trento, che da anni è un esempio virtuoso di sperimentazione dello smart working. La Giunta provinciale ha appena approvato il “Piano strategico per la promozione del lavoro agile nella provincia di Trento – progetto Dal lavoro agile al distretto Trentino intelligente”, che punta, in attuazione degli indirizzi approvati nel dicembre 2020, a dare una prospettiva di medio lungo periodo per la nuova normalità post pandemia proponendo sia alle organizzazioni pubbliche che a quelle private proposte per lo sviluppo del lavoro agile come possibile fattore di innovazione organizzativa ma anche socio-economico territoriale. Il Piano individua un obiettivo tendenziale: su 240.000 occupati in Trentino, tra privato e pubblico, i profili professionali potenzialmente interessati alle varie forme di lavoro agile possano comprendere circa 120.000 lavoratori. Tra questi, nei prossimi anni, si prevede possano essere “lavoratori agili” da 42.000 a 70.000 lavoratori. Attraverso l’incentivazione mirata e modulare del lavoro agile, nascerà quindi il “Distretto Trentino intelligente”, inteso come territorio maggiormente sostenibile, connesso, vivibile, inclusivo e competitivo. ‘Il Piano - ha sottolineato sul suo profilo LinkedIn Luca Comper, Dirigente Generale Unità di missione strategica Affari generali della Presidenza, Segreteria della Giunta e Trasparenza - avuto nella sua costruzione e vuole avere nella sua implementazione un approccio sistemico, partecipato, esperienziale e trasversale tra settore pubblico e privato”. Tra i soggetti che hanno contribuito alla definizione del Piano, le associazioni di categoria del Trentino, le Pubbliche amministrazioni del territorio, le organizzazioni sindacali, Trentino School of Management, Ocse sede di Trento, Dipartimento di Economia e Management dell’Università degli Studi di Trento. La notizia davvero entusiasmante e’ il Trentino ha colto appieno il potenziale dello #smartworking come volano dei processi di innovazione nei territori.

Nel Piano infatti lo smart working viene considerato non solo come occasione di trasformazione digitale e organizzativa, ma anche come spinta per rendere il territorio maggiormente sostenibile e in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030, e le organizzazioni come protagoniste dell’innovazione economico sociale.


A cura di Alessandra Fornaci

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