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Intervista Positiva con Riccardo Codevilla



Le quattro domande della nostra

Intervista Positiva

 

Quale è il tuo eroe o modello positivo e perché?

La verità è che non ho eroi “reali”. Potrei dire che ho molti modelli positivi, come mia mamma, mio papà, certi professori e mentori del mio percorso formativo (come il SJ Padre Livio Passalacqua), ma sono solo immagini parziali. Sin da bambino sono sempre rimasto affascinato dalla figura di Gesù e, in generale, per tutti quanti amano totalmente il prossimo, con ardore, senza arrendersi mai, seppur con fatica, dolori e delusioni, sorridendo e disposti al sommo sacrificio. A parte personaggi di fantasia, molti genitori (Buoni), che si sacrificano per i figli sono così e li ammiro. Non è uno stereotipo, ma ciò che sento.

Quale notizia positiva italiana degli ultimi sei mesi ti ha colpito di più e perché? 

Mi rendo conto (con sgomento) di avere come la reminiscenza di aver letto qualcosa di bello, ma non ne ho il ricordo. Eppure sono sicuro che c’era! Fortunatamente, mi viene in aiuto una notizia letta ieri, dove ho letto si è indetto un concorso per i nuovi Cyber Defender della nazione, giovani che saranno selezionati per proteggerci dai cyber attacchi. Non sono sicuro sia positiva, ma per lo meno neutra sì!


Quale notizia positiva internazionale degli ultimi sei mesi ti ha colpito di più e perché?

Una notizia ottima, che si ripresenta ciclicamente sui giornali, è per me il riconoscimento dell’intelligenza delle piante da studi scientifici. Gli alberi che dialogano (attraverso il cosiddetto “internet delle piante”, una rete fungina sotterranea), che mandano segnali tra di loro e pure a noi! È straordinario, prima di tutto, ma anche un grande segnale della ricchezza della natura e per noi umani: finalmente ci stiamo accorgendo, anzi è provato scientificamente, che tutti gli altri viventi sono intelligenti come noi, solo in modo diverso. Sono Vivi e valgono come le nostre Anime, Non sono “cose”.

Se tu fossi il Direttore di un TG o di un giornale quanto spazio daresti al racconto delle notizie positive e perché?  

Sinceramente darei il 90% dello spazio o, quanto meno, proporrei un TG dedicato alle buone notizie di uguale durata a quello “tradizionale”, da intervallare a esso. Per esempio, un giorno uno e un giorno l’altro oppure all’ora di pranzo uno e all’ora di cena l’altro. Deve esserci equilibrio per il nostro benessere Psico-Fisico.


Riccardo Codevilla, formatore.

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