La bambina che voleva la pace


Samantha era solo una bambina mentre il mondo sembrava impazzito. Erano gli anni Ottanta, e negli Stati Uniti, come ovunque, si parlava di bomba atomica, di guerra nucleare, di fine del mondo.

Lei aveva dieci anni, aveva visto “The day after” e si sentiva molto preoccupata, in un momento in cui la politica di Reagan non era per nulla rassicurante e l’Unione Sovietica intensificava la corsa agli armamenti.

Allora scrisse una lettera ad Andropov, segretario generale del partito comunista sovietico, per chiedergli se veramente c’era il rischio di una guerra nucleare.

“Ditemi per favore come farete per evitare che ci sia una guerra. A questa domanda potete non rispondere, ma mi piacerebbe sapere perché volete conquistare il mondo o almeno il nostro Paese. Dio ha creato il mondo per noi perché potessimo viverci insieme in pace, non per combatterci”.

Sorprendentemente Andropov le rispose:

“In America e nel nostro Paese ci sono armi nucleari — armi terribili che possono uccidere milioni di persone in un istante. Ma vogliamo che non vengano mai usate. Ed è precisamente questo il motivo per cui l'Unione Sovietica ha dichiarato solennemente al mondo intero che mai — mai — userà queste armi per prima contro qualsiasi altro Paese. In generale noi proponiamo di metter fine alla loro produzione e procedere all'abolizione di tutte le pile di stoccaggio sulla Terra”.

La lettera si concludeva con un invito in Unione Sovietica per vedere con i suoi occhi che i sovietici avevano altro da fare piuttosto che la guerra, ad esempio: ”far crescere il frumento, costruire e inventare, scrivere libri e volare nello spazio”.

E così Samantha Smith andò in Unione Sovietica, dove fu accolta con grande affetto e curiosità, e poi raccontò la sua esperienza in un libro. Samantha, giovanissima attivista e ambasciatrice di pace divenne famosa tanto in Unione Sovietica quanto negli Stati Uniti, per alcuni come strumento di propaganda, per molti come simbolo di pace e speranza.

Effettivamente questa è una storia di speranza, perché il candore di una bambina riuscì a smuovere le coscienze in un momento di grande tensione e preoccupazione.

Ma questa è anche una storia molto triste, perché Samantha, che grazie alla popolarità era diventata attrice, tornando a casa dopo le riprese in una serie televisiva, morì in un incidente aereo.

Era il 1985 e lei aveva solo 13 anni.

La bambina che sognava la pace.



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