• Tonino Esposito

La felicità è anche raccogliere olii esausti!

Felici da matti: recupero olii esausti a scopo sociale

Nel 2003 a Roccella Jonica - in provincia di Reggio Calabria - sei donne e un sacerdote fondano la cooperativa Felici da Matti. Una realtà imprenditoriale nata sotto il segno della Fede: “pulita”. Il core business aziendale è infatti proprio la produzione di detergenti e saponi solidi creati a partire da olii esausti e aggiungendo la naturalità e la garanzia di olii essenziali di agrumi e di materie prime naturali di alta qualità.


Sostenibilità e inserimento lavorativo

Una storia come un’altra? La risposta è no!

Il progetto produttivo nasce da un’esigenza prettamente ambientale: la salvaguardia del Pianeta attraverso il riciclo di olio post consumo, tra i più frequenti inquinanti non biodegradabili. Uno scarto, che facilmente può essere trasformato dopo trattamento specifico in lubrificanti vegetali, biodiesel e glicerina per la saponificazione.


Grazie a una struttura di 500 mq già autorizzata al recupero e riciclo di questi olii e a un laboratorio altamente specializzato, Felici da Matti ha creato una linea di detergenti a uso umano e domestico e di saponi solidi, con un nome che è una dichiarazione di intenti: BergOlio!

Giocando sul nome, l’azienda ha potuto così unire un messaggio già di per sé positivo legato all’economia circolare, con una sua visione più ampia: quella che recupera materie prime seconde e soprattutto persone. Il destino ha portato Felici da Matti a diventare la realtà di riferimento locale, per l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati. Un susseguirsi di relazioni umane e parternariati guidati dal destino - o come piace definirlo ai fondatori dalla mano di Dio - che hanno fatto crescere l’azienda a poco a poco.


“In questi anni siamo cresciuti, in tutti i sensi: sia come realtà, che umanamente” - racconta Teresa Nesci - “siamo partiti da un paio di forbici e senza alcuna risorsa economica. E nel tempo, grazie alle “DioIncidenze” (coincidenze divine! n.d.r.) sono cresciuti il livello delle attrezzature a nostra disposizione, il numero di persone coinvolte nel progetto, l’entusiasmo di un territorio che aveva bisogno di innovazione sociale e ambientale”.


“Felici da matti per noi è come un figlio” - continua Teresa - “ci mettiamo tutto l'amore che si dedica a un bimbo e ogni giorno è un nuovo inizio! Abbiamo sempre tanto lavoro, questo è incredibilmente bello, anche se ultimamente siamo più matti che felici, ma per una cosa positiva”.


Le persone al centro

Sono tante le storie di ragazzi approdati a Felici da Matti senza nessuna fiducia o aspettativa. Spezzati dal pregiudizio degli altri, dalla vita, dalle scarse opportunità locali.

Teresa li ricorda tutti. “Posso raccontare l'esperienza di un ragazzo che appena arrivato era completamente chiuso e ripiegato su se stesso a causa di una fortissima balbuzie, che non gli permetteva di avere contatti con le persone. È stato bellissimo sentirci dire, dopo qualche tempo, 'che ora è un'altra persona'. Ci piacerebbe trasformare i nostri percorsi di inserimento in veri e propri contratti di lavoro, perché vediamo quanto fa bene il progetto e come fa cambiare le persone in maniera positiva”.


“Il primo percorso di inserimento di Felici da Matti, per esempio - continua Teresa - fu con una struttura che accoglieva disabili mentali. Li facevamo lavorare dandogli un compenso per le mansioni svolte e ancora mi tornano in mente i sorrisi e la felicità di vedere che il proprio operato veniva giustamente ripagato”.


Grazie all’azione di recupero a 360° di Felici da Matti, la Calabria può contare su una Buona Pratica unica nel suo genere sia per produzione, che per visione. La convinzione, che tutti noi possiamo - se ne siamo consapevoli - essere il motore di un cambiamento culturale e sociale, che possa rivoluzionare positivamente sia le strategie produttive aziendali, che la nostra qualità di vita. Un’economia che rimetta davvero al centro le persone, sia come consumatori che come lavoratori e attori principali dei territori in cui vivono.


A cura di NeXt Nuova Economia

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