La napoletana Marta

Marta ha 21 anni e un bellissimo sorriso, che rivela tanta dolcezza, ma anche forza e determinazione.

Marta ha un sogno: vorrebbe fare quello che fanno i suoi coetanei, senza troppi problemi. Anche cose molto semplici, come uscire, andare a prendere un caffè al bar, farsi un bel giro per il centro di Napoli, dove abita.

Però per Marta tutto questo non è così semplice, perché per muoversi ha bisogno di una sedia a rotelle.

E quindi non può uscire sola, perché anche scendere sotto casa diventa un’impresa impossibile: le macchine parcheggiate male le rendono impossibile anche gli spostamenti più semplici, il trasporto pubblico per lei è praticamente inesistente, le barriere architettoniche di fatto diventano una barriera anche sociale.

Marta per fortuna ha una famiglia che le sta vicino, e che ha sempre provveduto ai suoi spostamenti, fin dai tempi della scuola primaria, quando il servizio comunale al quale avrebbe avuto diritto si era rivelato inadeguato. Ma Marta, oggi, studentessa universitaria, non avrebbe diritto a uscire con la serenità di sapere che troverà il parcheggio riservato, che lo scivolo sul marciapiede non sarà ostruito da un automobilista egoista, che potrà entrare nel negozio che desidera perché non ci sono scalini?

Abbiamo un bellissimo articolo della nostra Costituzione, il terzo, che afferma che è compito dello Stato rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Ma una barriera architettonica è evidentemente un ostacolo che impedisce a Marta il pieno sviluppo della sua personalità.

Per questo Marta ha scritto una lettera aperta al nuovo sindaco di Napoli, per raccontarle le sue difficoltà quotidiane e chiedere una città veramente inclusiva, che non lasci nessuno indietro, o isolato.

Ma mentre ci domandiamo indignati cosa può fare lo Stato e la politica per Marta, domandiamoci anche cosa possiamo fare noi, nel quotidiano per lei, e per tutte le persone con disabilità che sono costrette a spostarsi su una sedia a rotelle.

Perché è vero che le nostre città sono inadeguate, i mezzi pubblici insufficienti, le risorse scarse e le barriere architettoniche pressoché ovunque e insormontabili. Ma a tutto questo si aggiunge purtroppo, la superficialità e l’egoismo di chi contribuisce, con i propri comportamenti, a rendere invivibile le nostre città.

Perché magari ostruisce gli scivoli per i disabili, chiude passaggi o parcheggia nei posti riservati.

Ogni anno si celebra la giornata internazionale delle persone con disabilità. Più di tante parole e vuota retorica, pensiamo alle piccole cose che possiamo fare noi, per dare veramente attuazione all’articolo 3 della Costituzione e provare veramente a essere tutti uguali, con uguali diritti e dignità.

E come dice Marta nel suo canale youtube “I pensieri di Marta”:

"Fai la differenza, supera l'indifferenza!"


A cura de La farfalla della gentilezza




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