• Tonino Esposito

La Nonna gentile

Tiepida giornata invernale. Mercato di quartiere affollato di gente indaffarata che fa grandi spese in previsione di cene e cenoni con familiari e amici. Una nonna gentile tiene per mano la nipotina, discute con un’amica se sia meglio la pizza di scarola o la cicoria ripassata, e nel frattempo si domanda perché è così difficile trovare i friarielli a Roma.

In fila al banco del pesce, a un certo punto si sente una voce allegra e squillante:

- Signoraaaa!

Tutte le signore in fila (e sono tante a quell’ora della mattina), si girano sorprese, e notano un ragazzo alto e magro che si avvicina sbracciandosi festosamente.

Tutte le signore si rigirano vistosamente dall’altra parte, ah sì perché non vi ho detto che il ragazzo è del Bangladesh.

Tutte le signore quindi si rigirano vistosamente dall’altra parte, tutte tranne una, la nonna gentile che, visibilmente sorpresa ma contenta, saluta il giovane calorosamente.

Si conoscono, perché lui per molto tempo ha venduto l’aglio al mercato di mattina, ombrelli per strada nei pomeriggi di pioggia, e a volte rose la sera nei ristoranti del quartiere. E la nonna gentile ha sempre comprato aglio in quantità industriali, ombrelli per tutta la famiglia e pure qualche rosa ogni tanto.

Poi però il ragazzo per molto tempo non si è più visto. È sparito improvvisamente e la nonna gentile si era chiesta che fine avesse fatto.

Ma ora il ragazzo è appena rientrato, e il primo volto amico che incontra è proprio quello della nonna gentile.

La nonna gentile gli chiede come sta, cosa è successo, come sta la famiglia. Scambiano due parole. Il piacere di ritrovarsi.


Poi prima di andare via il ragazzo le regala una rosa e un sorriso gentile che vale più di mille parole.


A cura de La farfalla della Gentilezza

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