Sport come metafora comunicativa perfetta

In Italia per comunicare in modo efficace spesso si utilizzano metafore, simboli, slogan presi a prestito dal mondo dello sport. C'è anche chi anni fa ha fondato un partito politico utilizzando e strumentalizzando un classico incitamento dei tifosi alla nazionale di calcio.


Anche noi cercheremo, allora, di far ricorso allo sport e alle sue metafore per illustrare alcune nostre ferme convinzioni e la finalità della nostra mobilitazione e provocazione civile riassunta nella petizione appena lanciata che chiede ai media la par conditio di spazi quotidiani per la cronaca positiva o bianca come la chiama Papa Francesco.

Qui il link alla petizione https://chng.it/d4ScNVpkxF


Vincere vecchi e radicati luoghi comuni, cambiare verso, innovare, rivoluzionare in ogni ambito è cosa molto difficile e dura. Cosa che molto spesso nasce da eventi fortuiti, da persone che arrivano da altri mondi e quasi sempre dalla ostinata tenacia di alcuni precursori. Chi conosce la storia del salto in alto e il nome di Dick Fosbury sa di cosa stiamo parlando. Di colui che ha rivoluzionato il mondo del salto in alto da ventrale a dorsale. Chiedere per maggiori info ai nostri olimpionici Marco Tamperi o a Sara Simeoni! La nostra Associazione con la sua azione e la sua petizione vuole provare a rivoluzionare il modo attuale di fare informazione. Tutto o quasi al negativo.

Uno dei più resistenti, abusati ma non più veri luoghi comuni è quello che sostiene che le buone notizie non fanno notizia e per questo chi fa informazione non le racconta e non le martella. Premesso che per noi chi fa informazione ha il dovere professionale ed etico di raccontare anche il tanto bene, bello e buono del mondo (anche se non facesse notizia) i casi in Italia del Corriere della Sera Buone Notizie, in USA quello di Google ed in Olanda quello della piattaforma thecorrispondent.com dimostrano che la cronaca positiva fa vendere più copie di giornali, attivare una funzione vocale di sole notizie positive e raccogliere 2.5 milioni di dollari per lanciare una nuova sfida giornalistica di giornalismo positivo e costruttivo! Per brevità ci limitiamo a citare solo tre macro esempi ma vi assicuriamo che potrebbero essere molti di più. Come quelli che smentiscono un altro trito e falso luogo comune che vorrebbe che con la Cultura non si mangia.


Un altro luogo comune (falso) contro cui ci battiamo è quello per il quale i social sarebbero il regno del male, come non lo sono gli stadi di calcio ma solo una infima percentuale delle curve, nemmeno le curve stesse.

Al punto 4) del nostro Manifesto della Positività riportiamo un dato di una ricerca universitaria USA che riferisce che sul web le notizie più apprezzate e scambiate sono quelle positive. Altro è se le più amplificate sono le gesta degli ultrà degli stadio e del web. Una infima minoranza, spesso ben conosciuta e mal contrastata.


Potremmo fare tanti esempi per dimostrare che i social non sono il male ma ci limitiamo a due che ci riguardano. Il primo lo trovate, come detto, al punto 4) del nostro Manifesto della Positività mentre il secondo ve lo raccontiamo qui in poche righe e lo trovate meglio documentato nel nostro sito associazionetbs.org


Durante il picco della pandemia Covid richiesti dalla Direzione Sanitaria degli ospedali di Milano San Carlo e San Paolo siamo riusciti a raccogliere ben 82 tablet per un valore di 32.000 euro per i loro malati Covid. Il tutto in una settimana e grazie solo all' esistenza dei social e alla potenza della nostra rete e alla nostra reputazione. Senza i social non avremmo mai potuto realizzare questa importante iniziativa di volontariato e di beneficienza. Per noi è stata un'esperienza bellissima, emozionante e molto gratificante!

Senza i social in Olanda un piccolo gruppo di giornalisti innovativi, come detto, non avrebbero potuto raccogliere capitale di rischio per 2.5 milioni di dollari per lanciare il loro progetto innovativo!

Speriamo di avervi convinto a respingere alcuni luoghi comuni che frenano e condizionano il nostro futuro e a firmare e far firmare la nostra petizione per chiedere alla RAI e all'Ordine dei Giornalisti di riservare nei giornali e nei palinsesti dei notiziari almeno il 50% degli spazi al racconto delle buone notizie e delle buone pratiche. Non solo italiane.



Tonino Esposito

Presidente Associazione Culturale The Bright Side








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