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Storia gentile dalla Lombardia

La storia di una neomamma


Quella mattina Giada si è alzata presto. È una giovane mamma e la sua bambina è ancora molto piccola. È il suo terzo giorno di lavoro e non vuole arrivare in ritardo. Lo ha tanto atteso quell’impiego e come se non bastasse gli ultimi tre anni sono stati molto difficili. Prima il marito che si è ammalato di covid-19, poi la depressione e infine la nascita di una bellissima bambina che le ha donato una grande gioia ma l’ha tenuta ancora per un po’ lontana dal mondo del lavoro.

Ma quel periodo è finito e ora si ricomincia. Ha sistemato un po’ la casa, si è truccata come meglio ha potuto, ha vestito la bambina, le ha preparato la colazione ed è salita in macchina di corsa. Arrivata in via Crespi a Como cerca disperatamente un parcheggio, ma niente. Sono già passati ormai venti minuti, è tardi, e così rimedia uno spazio dove fermare la macchina. Non ostacolava accessi o passaggi per disabili, ma era consapevole che l’auto non fosse parcheggiata correttamente. Giada è sempre stata una persona gentile e nemmeno le avversità della vita sono riuscite a cambiarla. Per questo scrive velocemente un bigliettino e lo lascia sul cruscotto della sua macchina:” Per favore siate clementi, sono al terzo giorno di lavoro dopo tre anni. Scusate! Neomamma disperata”.

Ma si sa, la gentilezza genera gentilezza, così al suo ritorno, anziché trovare una multa o degli insulti, trova un fiore, uno splendido narciso, che uno sconosciuto le ha lasciato sulla macchina. Tra l’altro quello era il fiore preferito del suo papà che ora non c’è più.

L’autore di quel gesto è rimasto ignoto, ma è la dimostrazione di come anche un piccolo gesto ad opera di uno sconosciuto, possa rendere felice una giornata cominciata male.


A cura di Paola Zanni staff TGB

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