• Tonino Esposito

Un caso di successo: la Coop Sociale siciliana Etnos!

Coop Sociale Etnos: alla base di una forte comunità locale

“Ethnos” è la parola greca che esprime il più alto concetto di comunità fondato sulle comunanze, le esperienze condivise e da condividere. Non è un caso, se una delle cooperative siciliane più grandi sul territorio ha preso in prestito e italianizzato questo termine dalle antiche origini, facendone la propria sigla.

Etnos è infatti una società cooperativa sociale nata a Caltanissetta nel 2005, per promuovere e realizzare pratiche di economia solidale attraverso i principi del commercio equo e solidale: un fulcro di iniziative sociali innovative e orientate alla collettività. Partendo dal commercio equo, la cooperativa negli anni è cresciuta per diversificazione di servizi e numero di soci, collaboratori e lavoratori, gestendo molti servizi alle persone delle frange fragili della popolazione locale.

Si è composto così un mosaico incredibile, una rete di realtà che vanno dal commercio equo, al centro servizi per la terza età, i minori e le famiglie colpite dalla disabilità; dal Taxi Sociale alla casa di prima accoglienza Un Mondo a Colori dedicata a minori stranieri non accompagnati; dalla bottega del commercio equo, all’ultima idea della cooperativa: una gelateria solidale.

Etnos ha di fatto costruito una comunità multiservizi, fondata su condivisione, sogni e sostenibilità sociale, rendendo ogni progetto un investimento per il futuro del territorio. Un risultato importante per una realtà nata nella provincia italiana a più bassa densità abitativa e soggetta a forte spopolamento giovanile. Un territorio frammentato, quello di Caltanissetta: 22 comuni, neanche 130 abitanti per kmq, colline a perdita di sguardo e origini antiche. Il nome della città - di derivazione araba - dovrebbe tradursi in “castello delle donne” e guarda caso - grazie a Etnos - sono proprio donne e bambini/giovani a essere protagonisti del territorio.

Sono donne le responsabili dei centri di accoglienza per vittime di violenza; donne le mamme dei ragazzi disabili che trovano impiego e una comunità di sostegno e servizio; ancora donne a gestire i minori non accompagnati o a frequentare il centro per l’educazione delle mamme ed evitare che i propri figli debbano percorrere strade difficili e spesso senza ritorno. Donne e giovani: il futuro di un territorio e la matrice culturale e storica dello stesso.

La parola al presidente: Fabio Ruvolo

Il presidente di Etnos - Fabio Ruvolo - ha voluto raccontarci la sua cooperativa sociale, narrandone la storia: “E’ impossibile dimenticare i primi mesi di attività di Etnos! Quando si decise di costituire la cooperativa, nessuno di noi aveva un lavoro fisso, soltanto - da sempre - grandi sogni. Ricordo - continua Ruvolo - ancora con grande affetto il modo in cui Banca Etica, che proprio in quegli anni stava per aprire lo sportello e la filiale in Sicilia, ha deciso di supportare con un piccolo prestito la nostra idea di promuovere un’economia basata prevalentemente sul commercio equo e solidale. E ancora non posso dimenticare l'organizzazione iniziale del nostro primo business: il confezionamento e la distribuzione di ceste natalizie equo e solidali. Rossana che le allestiva e io che giravo negozio per negozio con una valigetta in mano, per raccontare i nostri sogni. La nostra idea era semplice: convincere le aziende locali a scegliere le nostre ceste solidali come strenne per clienti e dipendenti. E’ da questo modello B2B basato sui rapporti umani, sulla condivisione di obiettivi e sul cambiamento culturale nei confronti degli acquisti natalizi - conclude emozionato Ruvolo - che nasce la nostra organizzazione, che pian piano si è strutturata grazie al coinvolgimento di persone che “esercitavano quotidianamente l'arte del sogno”, l'idea di affermare la propria professionalità, cercando di fare ciò che a loro piaceva, a prescindere dalla propria qualifica e status sociale”.

Una cooperativa nata dalla e sulla strada, che costruisce progetti “dal basso”, ascoltando le idee e i sogni e bisogni delle persone che le strade le frequentano ogni giorno. Rendendo le strade il luogo di partenza e realizzazione dei cittadini, sia in termini culturali che professionali. Ricercando e spesso trovando collaboratori proprio lì, nel più grande “ufficio urbano”: quello fatto di piazze, vicoli, luoghi di ritrovo, fatto dalle campagne, dalle colline e soprattutto dalla comunità locale.

Equo Cream: l’ultima nata nella famiglia Etnos

La gelateria solidale e di territorio Equo Cream nasce dai problemi derivati dal lockdown, dalla ricerca di una soluzione, utilizzando una nuova progettualità.

La battuta di arresto del lockdown ha infatti chiuso tutte le attività di vendita di Etnos. un problema che ha colpito soprattutto la bottega equo e solidale.

A quel punto, i cooperatori hanno deciso di trasferire i laboratori di bomboniere in una delle case rifugio per donne vittime di violenza e continuare la vendita online e riconvertire la bottega Equamente in una gelateria! Lungimiranza e innovazione, che hanno portato a un grande successo, coadiuvati dal maestro gelatiere e pasticcere Salvatore Campisi, pasticcere di seconda generazione, che dopo un intervento chirurgico non andato a buon fine è rimasto disabile e aveva perso la speranza di continuare il suo lavoro. Grazie al progetto Equo Cream, la gelateria di Salvatore è diventata un progetto concreto, che funziona e che ha un forte impatto sociale sul territorio!

La maggior parte delle materie prime provengono infatti dal centro della Sicilia, fonte di grandi eccellenze alimentari, creando una rete circolare di economia locale. inoltre, a breve, Salvatore e il suo staff organizzeranno laboratori di gelateria per diversamente abili, minori non accompagnati e donne vittime di violenza, già ospiti di alcune delle residenze di Etnos.

Il sogno di Salvatore diventerà realtà anche per molte altre persone fragili, che come lui hanno il diritto di sentirsi incluse, autonome e integrate nel tessuto sociale locale.

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