Un grande gesto di coraggio di un piccolo uomo!

6 gennaio 2014.

Una normale mattina come tante in un piccolo villaggio nel Pakistan settentrionale, non lontano dal confine con l’Afghanistan. Aitzaz Hasan Bangash ha fatto tardi per entrare a scuola e quindi deve rimanere fuori ad aspettare il cambio dell’ora per poter entrare. Sta davanti al cancello con alcuni compagni di classe, ritardatari come lui.


A un certo punto però i ragazzi notano un uomo dall’aria sospetta che si aggira davanti al cancello. Forse ha una cintura esplosiva. D’istinto i ragazzi scappano via, corrono dentro la scuola. Tutti tranne Aitzaz, che rimane lì. Gli amici gli urlano di scappare, ma lui dice: “No, questa è la mia scuola, lì dentro ci sono i miei amici”. Vuole provare a fermarlo. Gli tira una pietra. Poi gli corre incontro per bloccarlo. Ma è troppo tardi, perché l’attentatore, preso dal panico, si fa esplodere, travolgendo nella sua follia suicida Aitzaz, che aveva solo 15 anni.


Una tragedia terribile, ma allo stesso tempo un gesto eroico che ha evitato una tragedia peggiore. In quella scuola, infatti, c’erano circa 2000 ragazzi, che si sono salvati solo grazie al coraggio e al sacrificio del loro compagno che, come ha dichiarato il padre: “Ha fatto piangere di disperazione sua madre, ma ha evitato ad altre centinaia di madri di piangere i loro figli”.


Quest’anno ricorre il settimo anniversario dal suo sacrificio, ma per il primo anno non ci sono state commemorazioni ufficiali. Tra problemi di sicurezza, la pandemia e l’indifferenza del governo, la famiglia del ragazzo ha deciso di non fare nulla.

Noi però vogliamo lo stesso ricordare il coraggio e la generosità di un ragazzo giovanissimo, che non era tenuto a fare nulla, poteva scappare, pensare a se stesso e nessuno avrebbe mai potuto dire nulla, ma ha deciso lo stesso di sacrificarsi per gli altri.


A cura de La Farfalla della gentilezza


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