Cosa ci tocca anche a distanza

Aggiornamento: 7 mar

I passeggini lasciati dai genitori polacchi, per quelli ucraini alla frontiera sono l'immagine del bene comune della settimana che abbiamo scelto in questo appuntamento con voi.


Siamo felici di avere, sparsi su tutto il territorio, nelle aule del nostro Paese, cronisti in erba, che animano il laboratorio del bene comune, finalmente e compiutamente realizzato.


I cronisti del bene comune sono entrati nelle circolari dei presidi, e speriamo entreranno pure nei vostri cuori.

Ci sono i bambini che hanno rilanciato un amore nato dalla finestra di un Liceo di fronte a quella da cui si affaccia una signora novantenne: con gli studenti si scambiano messaggi secondo il codice universale dell'umanità, dell'affetto, e anche dell'attrazione, per un appuntamento che ha i suoi codici, e dà emozioni ogni volta uguali. Ricorda effettivamente la storia di ogni nostro grande amore, specie di quelli che hanno tanti primi appuntamenti fatti di parole non dette e di sorrisi incantati.

E sentire queste emozioni mentre parliamo di terza guerra mondiale, (e la signora c'era, eccome se c'era quando l'Italia scese in guerra), è ancora più toccante.


Com'era - del resto - il "Fate l'amore non fate la guerra".

"Non è bellum ciò che".


Ottant'anni di pace europea è stato un bene comune. Come un altro?


Lo scriviamo mentre la Rai ritira i suoi giornalisti da Mosca, dopo la legge sulla stampa che prevede 15 anni di carcere.

E mentre ci chiediamo pensando alle centrali nucleari in Ucraina, se siamo al sicuro.


Non abbandoniamo nessun popolo alla Russia, tanto meno il suo.

Siamo tutti russi che non accettano l'isolamento o l'aggressione. Pensate cosa voglia dire vivere lì e vedersi spegnere il mondo intorno. Tanti intrappolati nel regresso.

Salvate Putin da Putin con una via d'uscita.


di Benedetta Cosmi


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