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Gli stuzzicadenti di Mario

Questa è una delle storie gentili raccolte nel nostro Annuario delle storie gentili italiane 2024 che è possibile scaricare gratuitamente cliccando il seguente link: https://www.canva.com/design/DAGVgRsVcZo/Mht8qK3GFYWZz9f84l3Hzg/edit?utm_content=DAGVgRsVcZo&utm_campaign=designshare&utm_medium=link2&utm_source=sharebutton


Ogni giorno, nella sua cella, Mario si siede al tavolo e con pazienza e dedizione lavora con gli stuzzicadenti. I suoi compagni di prigionia lo osservano con ammirazione e stupore, mentre trasforma piccoli bastoncini di legno in opere d’arte complesse e dettagliate. Mario è un artista, un creatore di bellezza in un luogo dove spesso la bellezza è dimenticata.


Mario è un detenuto del carcere di Bollate.


Non sappiamo quale sia il reato da lui commesso e nemmeno a quanto ammonti la pena che deve scontare. Non conosciamo neppure nulla della sua vita prima di entrare in prigione e, a dir la verità, ora che abbiamo sentito parlare delle sue creazioni, non ci importa più nemmeno tanto.


Dovete sapere infatti che Mario nonostante abbia un moncherino al posto di un braccio, lavora con una precisione e una delicatezza sorprendenti. 

Ogni stuzzicadenti è scelto con cura, tagliato, levigato e posizionato con attenzione.


Immaginatevi una caravella, un faro che si illumina, una casetta di montagna e poi uccelli, pesci e tutto ciò che la vostra fantasia vi può suggerire.


O meglio ancora, tutto ciò che gli chiedono i compagni delle altre celle.


Ciò che per molti sarebbe solo un passatempo, per Mario è diventato una missione.


Infatti, Mario dedica tutto il suo tempo a realizzare fedeli riproduzioni di oggetti in miniatura, per le celle dei suoi compagni. Forse spera che le sue creazioni, oltre a rendere più belli quei luoghi angusti, possano restituire ricordi e sogni di un tempo e magari chissà, far nascere nuove speranze.


La storia di Mario, un carcerato che usa il suo tempo per rendere bello il pezzo di mondo dove sta, anzi dove deve stare, è davvero una storia gentile, perché dalla casa di reclusione di Bollate, nel silenzio della paziente

operazione di posa di uno stuzzicadenti su un altro, ci arriva un messaggio potente nella sua semplicità: ognuno di noi deve contribuire così come può, a rendere più bello il mondo.


Grazie Mario



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