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Intervista Positiva di Andrea Legni

Aggiornamento: 2 giorni fa

1) Quale è il suo eroe o modello positivo e perché?


Non credo di avere un eroe in senso stretto, le imprese positive sono quasi sempre collettive, create da gruppi di cittadini che si mettono insieme per cambiare l’esistente. Se devo concentrarmi su singoli personaggi scelgo leader politici come Fidel Castro e Thomas Sankara, perché agirono in condizioni difficilissime e riuscirono a porsi alla testa di movimenti che cercarono di rivoluzionare la storia dei loro Paesi, Cuba e Burkina Faso, che erano di fatto colonie deprivate di ogni ricchezza. Agirono concretamente per restituire dignità e sovranità alle rispettive nazioni, per mettere lo sviluppo e la produzione economica al servizio del progresso sociale, compirono straordinari sforzi per dotare Paesi poveri di servizi pubblici all’avanguardia con l’obiettivo di garantire a tutti casa, lavoro, istruzione e sanità gratuita. Per tutta la vita dovettero contrapporsi alla violenza di interessi economici e globali che volevano eliminarli, come effettivamente riuscirono a fare con Sankara, ucciso nel 1987. Con tutte le ovvie contraddizioni che comporta la gestione del potere, li considero due grandi “eroi positivi” dell’era contemporanea.

 

2) Quale notizia positiva italiana degli ultimi sei mesi l'ha colpita di più e perché?


In generale considero una buona notizia ogni piccola o grande vittoria ottenuta da movimenti, comitati territoriali o lavoratori, perché - anche a prescindere dal tema in questione - dimostrano che è possibile per una cittadinanza attiva incidere realmente sull’esistente. In questo senso, nel momento in cui rispondo a questa intervista, l’ultimo esempio che mi viene in mente è dato dalla mobilitazione dei cittadini sardi che hanno costretto il governo italiano a ritirare l’autorizzazione alla costruzione di un resort di lusso in un’area marina protetta a Cala Finanza, in provincia di Sassari. Un gruppo organizzato di cittadini è riuscito a imporre al governo di anteporre l’interesse collettivo alle mire economiche di un gruppo privato, e questa è una grande notizia che va oltre i confini territoriali perché dimostra a tutti che è possibile fermare interessi e poteri che appaiono molto grandi e difficili da contrastare.

 

3)Quale notizia positiva internazionale degli ultimi sei mesi l'ha colpita di più e perché?


Mi colpiscono sempre le ricerche che spiegano la traiettoria di miglioramento che il mondo nel suo complesso ha avuto negli ultimi decenni. Sopraffatti da una narrazione mediatica piegata sulla cronaca e sul racconto dei fatti negativi tendiamo a non accorgerci di alcuni progressi prodigiosi che ci sono stati. Ad esempio, una ricerca internazionale uscita negli scorsi mesi ha dimostrato che negli ultimi trent’anni, nel mondo, oltre un miliardo di persone sono uscite dalla povertà estrema. Ecco questa è una notizia che molti non sanno perché non gli è stata raccontata, invece credo che avrebbe dovuto riempire le prime pagine dei giornali e dei Tg.

 

4)Se lei fosse il Direttore di un TG o di un giornale quanto spazio darebbe al racconto delle notizie positive e perché?


Come direttore de L’Indipendente ho agito e cerco di agire in diverse direzioni. Tra i media nazionali siamo gli unici - per quanto ne so - ad avere una rubrica quotidiana di “buone notizie”, ma ora stiamo cercando di fare un passo in più, superando quel confine tra le notizie classificate come positive e il resto del flusso quotidiano, attraverso l’applicazione di quello che viene definito “giornalismo costruttivo”. L’obiettivo è cercare di dare al lettore delle possibili chiavi di azione per superare il sentimento di apatia che necessariamente generano le notizie più distruttive. Ad esempio, questo è stato il senso con cui abbiamo attivato, nel giugno del 2025, una campagna straordinaria di abbonamenti dove tutti i proventi sono stati donati a un ospedale di Gaza, con l’obiettivo di dare alla nostra comunità di lettori uno strumento per fare qualcosa che potesse aiutare concretamente la popolazione palestinese vittima della guerra criminale e genocida portata avanti da Israele.

In generale l’attenzione che diamo alle notizie positive nasce da una duplice esigenza che avvertiamo come cittadini prima che come giornalisti: 1) dimostrare attraverso gli esempi che i cittadini se si mettono insieme possono fare molto per cambiare le cose; 2) rompere l’apatia e la sensazione che tutto stia andando a rotoli che è indotta dal sistema mediatico mainstream, attraverso il quale i gruppi di potere portano avanti una narrazione volta ad alimentare paura e rassegnazione, che da sempre sono ingredienti fondamentali per controllare le masse e renderle spettatrici inerti e quindi incapaci di agire.


Andrea Legni Direttore L'Indipendente



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