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Intervista Positiva di Antonio Galdo

Quale è il tuo eroe o modello positivo e perché?


Il grande Bertolt Brecht diceva una cosa molto attuale, per affrontare il mondo sottosopra:


“Guai a un paese che ha bisogno di eroi.” Più che di eroi abbiamo bisogno di persone con la voglia e la vocazione a essere classe dirigente, assumersi una responsabilità, guidate più dall’ottimismo della volontà più che dal pessimismo dell’intelligenza. E abbiamo bisogno di istituzioni, specie quelle internazionali, che funzionino.


Purtroppo, in una fase nella quale la politica ha rinunciato al suo primato, a favore della tecno-finanza, i modelli positivi li troviamo molto distanti da noi. Io ne cito uno che, quando vado nelle scuole invito i ragazzi ad approfondire, anche solo attraverso Wikipedia: Pepe Mujica, presidente dell’Uruguay dal 2010 al 2015. La sua figura è celebre a livello internazionale non solo per la politica, ma anche per il suo stile di vita sobrio e semplice: viveva in una piccola fattoria e donava gran parte del suo stipendio presidenziale a cause sociali. Un modello straordinario di che cosa è la politica nell’interesse del bene comune.


Quale notizia positiva italiana degli ultimi sei mesi ti ha colpito di più e perché?


Nonostante l’aria che tira sulla sostenibilità, parola violentata e abusata negli ultimi anni, un recente sondaggio ci dice che, in Italia, il 70,3 % dei ragazzi tra i 14 e i 19 anni è preoccupato per i cambiamenti climatici. E’ un’ottima notizia, perché toccherà a loro sparigliare il tavolo, e rimettere al centro la sostenibilità, quella vera, che comprende la riduzione delle diseguaglianza e un buon lavoro degli organismi internazionali per mediare ed evitare i conflitti che oggi rappresentano quella che Papa Francesco chiamava “una guerra mondiale a pezzi”.


Quale notizia positiva internazionale degli ultimi sei mesi ti ha colpito di più e perché?


Sicuramente la condanna a Meta e Google da parte di un tribunale della California per la loro totale inerzia nei confronti dei danni, ormai accertati da tutta la comunità scientifica internazionale, dell’uso compulsivo da parte degli adolescenti, dei social. Si tratta di un segnale importante, che aprirà la strada a una valanga di giudizi, e per la prima volta metterà con le spalle al muro la tecno-finanza che sta dominando il mondo. Ma dobbiamo essere consapevoli, che a fermare il potere assoluto delle Big Tech e la devastante penetrazione dei social, non saranno i tribunali. Ma innanzitutto i nostri stili di vita quotidiani.


Se tu fossi il Direttore di un TG o di un giornale quanto spazio daresti al racconto delle notizie positive e perché?


Più spazio, decisamente, di quello che hanno oggi. Il mondo è sempre stato, come la vita, un mix di luci e ombre, notizie belle e brutte. Perché dare tanto spazio solo alle seconde e trascurare le prime? Temo che la risposta sia il cinismo televisivo, per il quale sono le brutte notizie, e non certo le belle, con relative risse, a fare ascolti.



Antonio Galdo, giornalista, scrittore e fondatore del sito nonsprecare.it



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