Intervista Positiva di Giada Durante
- Sara Galgano
- 4 ore fa
- Tempo di lettura: 2 min
Qual è il tuo eroe o modello positivo e perché?
Un modello positivo che trovo interessante è Elon Musk, non tanto per la sua immagine pubblica, quanto per la capacità di immaginare e realizzare progetti che sembravano improbabili, come lo sviluppo di SpaceX.
Al di là delle controversie, rappresenta un esempio di come visione e rischio possano accelerare l’innovazione. È un modello utile perché ricorda che il progresso spesso nasce da chi prova a spostare i limiti, anche a costo di sbagliare. Naturalmente non è un esempio perfetto, ma proprio questa complessità lo rende interessante: i modelli positivi non devono essere impeccabili, ma stimolanti.
Quale notizia positiva italiana degli ultimi sei mesi ti ha colpito di più e perché?
In Italia mi ha colpito la crescita del settore delle startup innovative, soprattutto nei campi dell’intelligenza artificiale e della sostenibilità. Sempre più giovani imprenditori stanno creando aziende capaci di attrarre investimenti internazionali, spesso con il supporto di realtà come Cassa Depositi e Prestiti.
È una notizia positiva perché racconta un’Italia diversa da quella stereotipata: un paese che non solo conserva il proprio patrimonio, ma è anche capace di innovare e competere. Questo tipo di sviluppo ha effetti concreti sul lavoro qualificato e sulla fiducia nel futuro.
Quale notizia positiva internazionale degli ultimi sei mesi ti ha colpito di più e perché?
Una delle notizie più incoraggianti riguarda i progressi nella cooperazione globale sulla salute, in particolare gli accordi per migliorare la preparazione alle future pandemie sotto l’egida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Dopo le divisioni emerse durante il COVID-19, molti paesi stanno lavorando a sistemi più coordinati per condividere dati, vaccini e risorse in modo più equo e rapido.
Mi ha colpito perché dimostra che anche dopo una crisi così traumatica è possibile imparare e costruire strumenti migliori. Non è un cambiamento immediatamente visibile nella vita quotidiana, ma è uno di quelli che possono fare la differenza quando arriverà la prossima emergenza globale.
Se tu fossi il direttore di un TG o di un giornale quanto spazio daresti al racconto delle notizie positive e perché?
Darei uno spazio significativo alle notizie positive, ma senza trasformarle in una narrazione artificiale. L’obiettivo non sarebbe “bilanciare” le cattive notizie, bensì offrire un quadro più accurato della realtà.
Un giornalismo che racconta solo crisi rischia di alimentare una percezione distorta e paralizzante. Al contrario, includere anche storie di progresso, innovazione e soluzioni ai problemi aiuta il pubblico a sviluppare un senso critico più completo. Non si tratta di ottimismo, ma di completezza: capire cosa funziona è importante quanto capire cosa non funziona.
Giada Durante, studentessa dell’Università degli Studi dell’Insubria e tirocinante presso The Bright Side.

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