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La chiave

Era una di quelle giornate in cui ti sembra che tutti ce l’abbiano con te, dove senti il mondo crollarti addosso, dove tutto - il silenzio, il rumore, persino il tempo - sembra ti stia giudicando. 


È come se fossi ingabbiata in una cella buia, dove la chiave non è vicina, ma lontana, come un desiderio irraggiungibile.


Ma proprio in una giornata così, mentre stavo a rimuginare sul da farsi, il mio sguardo si voltò involontariamente verso l’unica fonte di luce della mia stanza.


Senza che me ne rendessi conto, era già l’alba. I colori nel cielo, che passavano dal blu buio al rosa timido sino ad arrivare all’oro tenue, fecero su di me una sorta di magia, perché per quanto ero sconfortata e di cattivo umore, quella scena mi rincuorò come una gentile carezza.


Nulla era realmente cambiato e niente si era risolto, ma i problemi non mi sembravano più tanto invincibili come prima.


Feci un respiro di sollievo, e forse per quel nuovo giorno bastava il pensiero che la chiave fosse più vicina, e che tutto sarebbe andato per il meglio. 


                                                                                  

Daniela Hu, Liceo Artistico Internazionale Società Umanitaria (Milano)



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