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Naso per il bene comune

Aggiornamento: 8 lug

di Benedetta Cosmi


«Festival della ruralità», un altro, dall'elenco infinito che vi propongo, sfiancante, l'indice dei festival: questo è del Friuli Venezia Giulia. Il tema sono sicura che piacerebbe tantissimo alla mia famiglia, col loro «museo» della vita contadina. A sua volta sarebbe piaciuto tantissimo ad Ermanno Olmi. Il regista amava quel mondo e negli ultimi anni me ne parlò a pranzo in una cascina dell'hinterland milanese. Non mi convinse tantissimo, egli che non amava i grattacieli - troppo verticali, mi ha detto, andrebbero girati - e li propose «orizzontali». E questa immagine mi è rimasta impressa. Non mi ha convinto ma ha saputo darmi un'immagine. Ecco cosa fa uno scrittore, un film, un pensiero. E probabilmente un festival. A me però venivano in mente quei casermoni delle case popolari, oppure il serpentone di Corviale. Lui aveva in mente senz'altro qualcosa di molto diverso. Il romanzo meraviglioso de I miserabili ha un'atmosfera romantica, del resto, mentre del Piccolo mondo antico spesso piace più il titolo che il resto. Scrivo dalla Baia di San Fruttuoso. Era stato un borgo di pescatori. C'erano 150 residenti. Una scuola multi-classe. Ovvero bambini di età diverse. Ora il sacerdote viene la domenica a dir messa però è ancora abbastanza magica, specie la sera quando i collegamenti si interrompono e resti tra gli ulivi, le cicale, il rumore romantico dell'acqua, l'abbazia e il promontorio, la piazzetta e le poche famiglie con cui parlare.

L'odore (lascito dei traghetti) non mi convince. I colori sono belli. Ma leggo l'articolo sulle aziende produttrici di bottiglie di plastica che quasi con ironia fanno notare l'aumento di plastica per produrre quel legame tra la bottiglia e i tappi, e penso (ai collegamenti), che l'inquinamento ce l'abbiamo sotto il naso.



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