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Intervista positiva a Fabio Gaspani



Quale è il suo eroe o modello positivo e perché?  


Più che un eroe in senso tradizionale, il mio modello positivo è rappresentato da tutte quelle persone che nel loro quotidiano, e lontano dai riflettori, si fanno in qualche misura carico degli altri. Penso a chi educa, accompagna, sostiene e si prende cura – non necessariamente come professione, ma sicuramente come posizionamento. Queste pratiche svolgono una funzione rilevante poiché incidono sui processi di fiducia, socializzazione e gestione delle difficoltà. Pur essendo spesso poco visibili, hanno effetti significativi sui percorsi individuali e in termini di coesione sociale.



Quale notizia positiva italiana degli ultimi sei mesi l’ha colpita di più e perché?


La tendenza alla riduzione della dispersione scolastica in Italia, confermata dai dati più recenti. Negli ultimi anni la quota di giovani che abbandonano precocemente i percorsi di istruzione e formazione è diminuita in modo significativo, avvicinandosi agli obiettivi europei. Questo dato mostra che la dispersione scolastica è un fenomeno su cui è possibile intervenire, ma il miglioramento non è uniforme. Persistono forti disuguaglianze legate all’origine sociale, ai contesti territoriali e alle condizioni economiche e culturali delle famiglie. La sfida per i prossimi anni sarà ridurre queste disuguaglianze.



Quale notizia positiva internazionale degli ultimi sei mesi l’ha colpita di più e perché?


La presentazione dell’European Affordable Housing Plan della Commissione europea. Si tratta di un quadro di indirizzo per affrontare la crisi abitativa nell’Unione e sostenere le categorie sociali più vulnerabili, inclusi giovani e studenti. Il Piano apre spazi per forme di collaborazione tra livelli istituzionali, individuando alcuni ambiti di intervento come l’offerta abitativa, la semplificazione dei processi amministrativi e la gestione di fenomeni specifici come quello degli affitti brevi. Resta centrale osservare come questa iniziativa evolverà nel tempo e come le diverse indicazioni verranno tradotte in politiche nazionali e locali.



Se lei fosse il Direttore di un TG o di un giornale quanto spazio darebbe al racconto delle notizie positive e perché?


Darei alle notizie positive uno spazio stabile e non marginale poiché sono, a tutti gli effetti, una parte integrante del racconto della realtà sociale. Mostrano, inoltre, che esistono alternative, pratiche efficaci e processi di cambiamento già in atto, anche all’interno di contesti critici. Lo spazio dedicato alle notizie positive dovrebbe quindi servire non a edulcorare la realtà, ma a renderla più intelligibile. Si tratta di offrire strumenti per comprendere il presente e immaginare il futuro.


Di Fabio Gaspani, Professore presso l’Università degli studi di Milano-Bicocca





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