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«Tu quoque, Brute, fili mi?» a Torre Argentina

Aggiornamento: 16 giu


di Benedetta Cosmi


«Humus», fiducia, speranza, passione civile, terza missione, divulgazione scientifica, sono queste le risposte in termini di bene comune in capo alle università, emerse durante l'incontro «Città, habitat culturale».


A tal proposito un esempio. Scrivevo in un corsivo dello scorso anno...

«C'è un luogo, nella nostra capitale, dove sembra che da un momento all'altro debbano uscire grandi attori o che stiano iniziando delle lezioni di storia, di letteratura e latino. Ma poi non accade mai».


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Notizia di questi giorni: Roma, Giulio Cesare accoltellato alle ‘Idi di marzo’: rievocazione gratuita a Largo Argentina.

Per ricordare l'evento storico di 2.068 anni fa il tour operator 'Bellezze di Roma' proprio nell'area sacra di Largo Argentina.


(Il 5 luglio 2023 - proseguivo) Spesso è facile incrociare lo sguardo di qualche gruppo di studenti americani. (Talora ci vergogniamo: è un teatro a cielo aperto, un po' sporco). «L'Area Sacra di Torre Argentina, dove fu ucciso Giulio Cesare - come dice un ragazzo su Instagram - per molto tempo è stato uno spazio che i romani potevano vedere dall'alto affacciandosi dalle strade che la circondano, e che era popolata principalmente dai gatti della colonia felina». Adesso è aperta al pubblico. Il risultato della collaborazione col privato, l'intervento ingente di uno sponsor. La novità potrebbe essere che un giorno, questo metodo che ha riportato alla luce bellezze del patrimonio culturale, possa essere adottato per creare più occupazione giovanile. Chi ci vieta di innovare?



«Tu quoque, Brute, fili mi?» a Torre Argentina


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