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Il bene comune dentro e fuori della scuola

di Benedetta Cosmi


Reattivi alle esigenze sociali odierne, costruendo connessioni solide tra i membri della comunità.

Angeli si nasce o si diventa?

È proprio partendo dalla sconfitta dell'educazione in famiglia che non mi arrendo a un'offerta minima di luoghi di «educazione civica».

Oggi consiglio la lettura di:


«La lezione frontale dentro e fuori della scuola»

di Francesco Scoppetta.


«Fuori della scuola le lezioni frontali continuano dunque ad opera di esperti che trattano argomenti “culturali”. Viene chiamata educazione non formale. Ovidio ci aveva avvertiti: “Verum velle parum est” (Di buone volontà è pieno l’inferno). E’ l’educazione civica diffusa sul territorio, per cui sin da bambini gli scolari capiscono che dovranno abituarsi (sembra il loro destino) ad ascoltare i “maestri”, gli adulti, dentro e fuori della scuola. A casa poi devono studiare e fare i compiti. A casa ci si esercita in privato; i compiti, non si è mai capito perchè, non si possono fare a scuola».



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