La gentilezza dell'attesa
- salanicholas599
- 2 giorni fa
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Bipede gigante, cosa guardi e cosa smorfi?
È sera tardi e sulle moto stanno i torpi, con le luminarie che costellano il cielo, mi spavento e faccio d’un telo, la mia umile dimora, itinerante ad ogni ora. Son tranquillo e accucciolato, quand’un odore arriva al naso.
Passo scaltro su alti piedistalli, la gigantessa fa sempre molto tardi. E tu l’accogli e, al posto degli scogli, che è sto freddo pavimento, con il tuo sentimento, un tappeto rosso vai creando, mostrandomi per un ritorno cosa si fa, amando.
I vostri rossi, sono torce che illuminano il buio della notte. Osservo come la stringi, come del tuo affetto la tingi, così trovo un passaggio per riposarmi in mezzo al vostro equipaggio. Dormo assai sereno con la tua mano sul mio pelo.
Il sole termina la passeggiata ed inizia per me una nuova giornata. Ma, quando mi sveglio, il telo è ormai vuoto, la casa è deserta di nuovo.
Cerco i due giganti con l’olfatto e con l’udito, ma non trovo il mio umano preferito. Vado in ansia e aspetto, aspetto e infine aspetto. La mia frusta posteriore cade a terra, la tristezza in una morsa mi afferra.
Ogni rumore, una speranza, che si dissolve nel tempo che avanza. Persone che salgono scale, mazzi di chiavi che fanno roteare, questa porta è la barriera per la mia libertà, il più grande ostacolo alla mia felicità.
Tiro qualche abbaio disperato contro questo legno, lacerato dai miei artigli.
Cos’è che mi ha reso così odioso? La verità è che l’uomo non lo capisco, va fuori pur essendo visto da cacciatori, ma noi animali ci facciamo forza l’un l’altro, invece l’uomo indipendente fa ai suoi simili un assalto.
Le difficoltà della vita dovrebbero renderli più solidali, mentre diventano più meschini ed immorali. Il mio vecchio compagno bipede mi feriva senza motivo, ma so che il mio nuovo padrone sarà, invece, lenitivo.
Nell’attesa, la paura della porta diventa la speranza d’una svolta. Compare la luce con l’apertura, arriva il motivo della mia fede duratura.
Ti spetterò, fino ad allora, fino a quando la felicità del ritorno supererà la tristezza dell’attesa.
Salvatore Chianese, Liceo Scientifico Statale "F. Brunelleschi" (Afragola, Napoli)
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