Il sogno premonitore
- salanicholas599
- 21 apr
- Tempo di lettura: 2 min
Un tempo c’era un piccolo villaggio formato da una dozzina di capanne, qualche accampamento e un grosso edificio, dove si riunivano per le assemblee e i banchetti.
Era nato da un gruppo di uomini e donne che si erano stanziati in una pianura chiusa tra due alti monti e una foresta incantata.
La popolazione del villaggio aumentò grazie ai saccheggi delle popolazioni vicine e grazie a un sogno che il loro capo raccontò nell’assemblea.
Una notte il capo andò a dormire dopo un ricco banchetto e fece un sogno magico: si trovava di fronte alla statua di un suo antenato glorioso, quando all’improvviso la gigantesca statua iniziò a parlare e gli disse che il piccolo figlio appena nato sarebbe diventato il più grande eroe dell’umanità.
Per convincerlo della verità, gli raccontò di aver trovato un tesoro e di averlo sepolto sotto l’accampamento centrale.
Il capo si svegliò di colpo, uscì di corsa dalla sua capanna con una pala e, una volta arrivato all’accampamento, iniziò a scavare. Dopo ore, quando stava per arrendersi, trovò il ricchissimo tesoro del suo antenato.
Il figlio, di nome Pluto, dal greco ploutos che significa “ricchezza”, imparò a combattere sin da piccolo e, una volta cresciuto, mostrò a tutti la sua bravura in battaglia: riusciva a sconfiggere manipoli di guerrieri da solo e combatteva spesso a mani nude contro uomini armati.
Un giorno decise di attraversare i due monti intorno al villaggio, cosa che nessuno aveva avuto mai il coraggio di fare.
Il padre gli propose di farsi accompagnare da cento guerrieri armati, ma Pluto voleva dimostrare il suo coraggio a Lilia, bellissima figlia di un fabbro, che rifiutava ogni pretendente perché riteneva che la grandezza di uomo dipendesse dal suo coraggio, dalla sua gentilezza e generosità.
Attraversati i monti, il giovane trovò una serie di nemici fantastici: un drago acquatico che, appena lo vide, lo attaccò: Pluto per difendersi lo immobilizzò e poi ne prese una squama.
In una grotta vide un goblin meschino: gli rubò le lance e un piccolo pugnale.
Infine, in una pianura vide una casa alta 30 metri, da cui vide uscire un gigante alto dieci volte un uomo, con occhi rossi, pelato e cattivo.
Pluto riuscì a sconfiggerlo e gli prese dalla tasca un libro magico.
Ritornato a casa riuscì a vendere i 3 oggetti a un mercante e così accumulò una grande ricchezza. Lilia ebbe la prova del coraggio del giovane ma non della sua gentilezza.
Pluto, allora, senza esitazione, donò tutti i suoi beni ai più poveri del villaggio e organizzò il suo matrimonio con Lilia.
Allestì il banchetto più ricco della storia e invitò alla cerimonia tutti gli abitanti del villaggio.
Giuseppe Di Micco, Liceo Scientifico Statale "F. Brunelleschi" (Afragola, Napoli)
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