Un'anonima gentilezza
- salanicholas599
- 6 giorni fa
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È proprio negli ospedali che si combattono le più terribili battaglie e si rivelano la fragilità e le debolezze delle persone.
Ogni giorno che passa si perdono le speranze, si lotta solo con se stessi, ma tra quelle pareti bianche possono nascere gesti piccolissimi che fanno la differenza, guarendo più di qualsiasi altra cura.
Luca e Marco, infatti, erano due anziani ricoverati al San Raffaele di Milano per un grave tumore al pancreas.
Il loro decorso era piuttosto altalenante, non sempre positivo. Era frustrante per loro non riuscire più a compiere la vita di una volta, Marco era un calzolaio, ormai in pensione e nonno, che dedicava la sua vita alla cura dei suoi nipotini; Luca era un imprenditore agricolo che aveva passato tutta la vita nelle stalle creando una vera e propria azienda agricola, ma questa purtroppo era fallita a causa della sua prolungata assenza dovuta alla malattia.
Egli non aveva eredi e quindi era decisamente abbattuto, a tal punto da desiderare la morte.
Marco non vedeva l’ora di rivedere i suoi nipoti ed uscire da quel calvario, mentre Luca voleva abbandonare per sempre la sua vita. I due erano vicini di stanza, ma non si erano mai visti prima d’ora, Marco ascoltava solamente i lamenti di Luca.
Un giorno, Marco notò che Luca era molto abbattuto e non voleva mangiare, urlando che voleva andarsene per sempre.
Allora Marco provò a dargli un po’ di quella speranza che ormai Luca aveva perso. Marco iniziò a scrivere dei bigliettini anonimi del tipo: "Non ti abbattere, non sei solo”, “Riuscirai a vincere questa battaglia”.
E fu così che una sera, nel momento in cui non vide l’imprenditore allettato, gli lasciò un bigliettino sul comodino e così fece anche nelle serate successive.
Luca, godendo di questa gratuita gentilezza, cominciò ad apprezzarla e a ricredersi, ed era sempre più felice, sembrava una persona diversa, che voleva affrontare questa grande battaglia con il sorriso sulle labbra.
Col passare del tempo, i due riuscirono a superare i loro ostacoli e furono entrambi dimessi. Prima della dimissione non avevano ancora scambiato una parola e, infatti, proprio in quel momento di libertà che sembrava ormai un miraggio, si conobbero.
Marco disse a Luca che quei bigliettini li aveva scritti lui.
Quella brutta esperienza si concluse con la nascita di una bellissima amicizia tra i due.
Un atto di gentilezza anonimo aveva conferito luce a qualcuno che la luce non la vedeva da troppo tempo.
Raffaele Guerra, Liceo Scientifico Statale "F. Brunelleschi" (Afragola, Napoli)
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